BACK


voto 5/5


..."Linee che congiungono strutture solide, perfettamente geometriche e regolari nella loro struttura, assemblate in forme astratte; l’isterismo irrazionale programmato. No, non sto andando a ripetizioni di italiano da Giampiero Mughini, ma sto tentando, non so con quante probabilità di successo, di descrivere quello che i Captura sono riusciti a creare, o meglio, ad assemblare nelle quattro tracce che compongono questo demo-CD.
Assemblaggio di incubi e nevrosi sembra essere l’intento della formazione valtellinese, utilizzando, però, la spettacolarità e la complessità della tradizione thrash internazionale, più qualcosa mutuato dal crossover di nobile lignaggio, vale a dire quello che si rifà a Faith No More, John Zorn e Frank Zappa. Se l’apertura di “Vortice” ed il riffing di strofa e di refrain di “Cenobio Isterico” già ci pongono davanti un’intrigante ed elettrizzante mistura di Pantera periodo “ Cowboys…”, Forbidden di “Distortion” e anche un po’ di assalto e rancore misto a visioni apocalittiche degne dei Sepultura di “ Beneth..” ed “Arise”, con l’evolversi nella parte finale dell’opener stessa, la voce di Alessandro, violenta e dilaniante per l’anima e le carni come una lama infetta dalla ruggine (che si esprime in un italiano magistralmente impiegato).
i Captura riescono a creare con il riff portante di “Sguardi” degni degli ultimi Death per pathos e melodia intarsiata nel Maelstrom chitarristico, la quale si getta, successivamente, nell’assalto ad alta velocità thrash, con cambi di tempo e strutture che mandano in autentico brodo di giuggiole l’ ascoltatore.
Il punto di forza di tutto questo ben di Dio, oltre all’ ottima e bilanciatissima produzione ed un’esecuzione stellare da parte del five-piece di Sondrio, è la capacità che i Captura possiedono di assimilare, digerire, amalgamare le varie influenze che solo all’origine del loro “Nevrotic techno-thrash”, per creare brani dove l’ impatto, la pirotecnica, la melodia e quella tensione tutta metropolitana degna dei tanto decantati (a volte più per trend che per reali capacità ;) gruppi nu-metal, si fonde in una maniera del tutto personale, dove ogni passaggio strumentale e vocale si mischia con il mood dei loro testi (cosa molto rara, se si pensa che le lyrics sono in italiano), dipinto da chitarre militari e tecniche, una sessione ritmica da “Indianapolis” e la voce di Alessandro, all’occasione potente come quella di Anselmo, tagliente e perversa come quella di Dani Filth (ma io preferirei dire di Ken Nardi degli "Anacrusis, visto che il singer dei Captura supera il suo collega blackster inglese) oppure suadente ed amaramente triste nelle parti pulite, tanto da ricordare Francesco Renga. Cosa manca? Nulla, in pratica. I Captura devono solo essere in grado di proseguire questo processo di maturazione, per continuare a metabolizzare la lezione dei maestri e non essere degli allievi a vita; come dice James Woods in “Videodrome” di Croenenberg – “Gloria e lode alla nuova carne”...


vai su Metallus.it